Scheda Storica

Nell'aggiunta alla Leggenda Maggiore di San Bonaventura viene citata la guarigione di un giovane frate avvenuta nel convento di Susa.

A Susa, un giovane di Rivarolo Canavese, di nome Ubertino, era entrato nell’Ordine dei frati minori. Durante il noviziato, a causa di un terribile spavento, divenne pazzo e, colpito da gravissima paralisi in tutta la parte destra, perdette con il moto la sensibilità, l’udito e la parola. Con grande mestizia dei frati, egli rimase disteso nel letto in quella condizione così pietosa per molti giorni, mentre intanto si avvicinava la solennità di san Francesco. Alla vigilia, ebbe un momento di lucido intervallo e, così come gli riusciva, si mise ad invocare con parole indistinte ma fervida fede, il padre pietoso. All’ora del mattutino, mentre tutti gli altri frati erano in coro, intenti alle divine lodi, ecco, il beato padre apparve al novizio nell’infermeria, vestito con l’abito dei frati, facendo risplendere una grande luce in quell’abitazione (Cfr At 12,7). E, ponendogli la mano sul fianco destro, la fece scorrere dolcemente dalla testa ai piedi; gli mise le dita nell’orecchio (Mc 7,33) e gli impresse un segno particolare sulla spalla destra, dicendo: «Questo sarà per te il segno che Dio, servendosi di me, che tu hai voluto imitare entrando in Religione, ti ha ridonato perfetta salute». Poi, mettendogli il cingolo, che, stando a letto, il novizio non aveva indosso, gli disse: «Alzati e va in chiesa a celebrare devotamente, insieme con gli altri, le prescritte lodi di Dio». Detto questo, mentre il giovane cercava di toccarlo con le mani e di baciargli i piedi, in segno di ringraziamento, il beato padre scomparve dalla sua vista. Il giovane, riacquistata la salute e la lucidità della mente, la sensibilità e la parola, entrò in chiesa, tra lo stupore dei frati e dei secolari, presenti per la circostanza, che avevano visto il giovane quand’era paralitico e senza senno partecipò alla recita delle lodi e poi raccontò per ordine il miracolo, infiammando tutti alla devozione per Cristo e per il beato Francesco.

Fonti Francescane 1325